Un prolasso degli organi pelvici che può peggiorare se non trattata.
Il prolasso uterovaginale si verifica quando l'utero scende dalla sua posizione normale a causa di un indebolimento del pavimento pelvico e preme sulla vagina, che a sua volta prolassa.
Esistono cinque tipi di prolasso uterovaginale, a seconda della parte pelvica che preme sulla vagina: prolasso uterino (utero e cervice), prolasso apicale (la volta vaginale scende dopo la rimozione chirurgica dell'utero), prolasso della parete anteriore (vescica), prolasso della parete posteriore (retto) e prolasso dell'intestino tenue (parte dell'intestino tenue).
I fattori che aumentano il rischio di prolasso sono: aver avuto un parto vaginale difficile (prolungato o con un neonato di grandi dimensioni), l'atrofia dei tessuti dovuta all'invecchiamento, l'aumento della pressione addominale causato da obesità cronica o stitichezza e disturbi del tessuto connettivo.

Il prolasso uterovaginale non è raro nelle donne sopra i 50 anni. In una fase iniziale, può non causare sintomi o presentare solo disturbi lievi, ma se la condizione progredisce, questi peggioreranno diventando fastidiosi. Tali sintomi sono:
Sensazione di pesantezza nel basso ventre o nella vagina
Presenza di un rigonfiamento o di una massa nella vagina
Dolore o fastidio durante i rapporti sessuali
Stitichezza
Minzione frequente o perdite urinarie dopo un colpo di tosse o uno starnuto
Se manifesti sintomi gravi, consulta uno specialista il prima possibile.
Il prolasso uterovaginale viene diagnosticato e il suo stadio identificato attraverso un esame pelvico, tenendo conto della combinazione di sintomi sospetti, storia clinica e fattori di rischio esistenti.
Il trattamento raccomandato per le condizioni lievi (stadio I-II con sintomi minimi), per le pazienti che non possono sottoporsi a interventi chirurgici e per le donne che desiderano preservare la fertilità, include l'allenamento dei muscoli del pavimento pelvico (esercizi di Kegel) e cambiamenti significativi nello stile di vita (perdere peso, smettere di fumare, trattare la stitichezza o la tosse cronica). Un altro approccio non chirurgico è l'uso del pessario, un dispositivo rimovibile inserito nella vagina per sostenere l'organo prolassato.
Quando i sintomi influiscono gravemente sulla qualità della vita o portano a complicazioni, come ulcere o sanguinamenti, si può intervenire con la chirurgia vaginale o robotica, applicando una rete chirurgica per mantenere gli organi prolassati in posizione.